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e camminando in punta di
piedi, Lo
vidi
dinnanzi a me,
nella sua
magnificenza.
Mi disse: “già
sei dove dovevi arrivare!”
Risposi
:“è questa
la morte
allora?”
“No, questa è
la tua
Nuova Vita”
Aurlindin
Un cammino di consapevolezza
L'Editoriale
C'è
stata una chiamata
interiore che ci ha portato ad intraprendere questo cammino: amiamo così
tanto la vita che non abbiamo potuto lasciare il trapasso, come una paura,
senza avere il coraggio di affrontarlo.
E così, passo dopo passo, siamo riusciti ad avvicinarci a quell’ombra e
farla divenire una bellissima luce, capendo il senso del trapasso: il
passaggio alla VITA NUOVA.
Ognuno può avere un credo o una conoscenza diversa, ma alla fine c'è
sempre la persona, il malato che, dall'altra parte, ci sta chiedendo aiuto
e a volte non sa come farlo.
Con grande semplicità, bisogna accostarsi a quell’Essere umano
che ti vuol
dire qualcosa, e lo
vuole dire proprio a
te perché con
te si sente libero di aprire il
proprio cuore,
di condividere la sua
esperienza. Ecco in questo momento diventa fondamentale l’ascolto, diventa fondamentale
il silenzio,
la comprensione, comprendere
l’altro in te;
diventa importante il semplice
gesto di
prendere la sua
mano,guardarlo
e lasciare che i suoi occhi si fissino sui tuoi.
Un per-corso di fede, di fiducia che ogni uomo dovrebbe condurre in ogni
momento della sua vita. Se infatti la morte e la vita fanno parte
di un unico disegno,
dovremmo proprio vivere ogni giorno dando senso alla nostra vita.
Accompagnare al trapasso significa
quindi: “ IO SONO
QUI,qualunque cosa tu abbia
bisogno non
ti lascio,
sono qui,
sono qui
fino a quando ne avrai
bisogno, sono qui anche nel silenzio, sono qui accanto a te”.
La nostra formazione ci porta
ad assistere amorevolmente il
malato e la famiglia, non solo
nell’aspetto dell’accompagnamento
ma anche nella fase del sostegno e nella fase dell’elaborazione del lutto stesso.
Per questo motivo è facile comprendere che è un cammino interiore dove
è necessario mettersi
in discussione,
dove sicuramente il primo
passo sarà
quello di attraversare le proprie paure, le proprie debolezze.
Se qualcuno non fosse pronto
o non
sentisse ancora questa
chiamata interiore, allora va bene, non
offrirti, ma ti
prego non
rifiutarti se
qualcuno ti chiama a compiere questo passo perché quel qualcuno ti sta già
aspettando.
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